Espulsione amministrativa e espulsione per motivi di sicurezza

Il prefetto emana il provvedimento di espulsione nei confronti dello straniero che:

Il cittadino straniero ha 15 giorni di tempo, dalla data di intimazione (cioè della notificazione in attesa di esecuzione) dell'espulsione, per lasciare l'Italia: deve rispettare le modalità di viaggio indicate dal prefetto e deve presentarsi all'ufficio di polizia di forntiera del luogo da cui parte.
Se lo straniero, interessato da un provvedimento di espulsione, è coinvolto in un procedimento penale, ha diritto al rilascio di un nulla osta da parte dell'autorità giudiziaria.
L'espulsione è eseguirta con accompagnamento alla frontiera, da parte delle forze di polizia, se lo straniero: Il Ministro dell'Interno può disporre l'espulsione di un cittadino straniero per motivi di ordine pubblico o di sicurezza. Il decreto di espulsione amministrativa e il provvedimento per motivi di ordine pubblico o sicurezza sono consegnati al cittadino straniero (insieme alle indicazioni di ricorso) in una lingua di sua conoscenza.

Ricorso

Contro il provvedimento di espulsione amministrativa il cittadino straniero può presentare ricorso al pretore del luogo in cui è stato disposto il provvedimento:

Il pretore accoglie o rigetta il ricorso entro 10 giorni dalla data di deposito del ricorso.
Il cittadino straniero può ricorrere al patrocinio gratuito nei casi previsti dalla legge. Se espulso, viene rinviato allo stato di appartenenza e non può rientrare in Italia per 5 anni, a meno che non ottenga una speciale autorizzazione del Ministero dell'Interno.
In caso che rientri in Italia prima di 5 anni è punito con l'arresto da 2 a 6 mesi ed v nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera.
Contro il provvedimento di espulsione disposto dal Ministro dell'Interno è ammesso il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del lazio, sede di Roma.

Centri di permanenza temporanea e assistenza

Il questore può disporre che lo straniero sia trattenuto, per il tempo strettamente necessario, nel più vicino "centro di permanenza temporanea e assistenza".
Questa misura viene adottata se non è possibile eseguire subito il respingimento o l'espulsione con accompagnamento alla frontiera per la necessità di:

Entro 48 ore dalla adozione del provvedimento di trattenimento nel centro il questore ne informa il pretore.
Entro le 48 ore successive il pretore può convalidare il provvedimento dopo aver ascoltato l'interessato (entro tale termine, la convalida può essere disposta anche in sede di esame del ricorso contro il provvedimento di espulsione). La convalida comporta la permanenza dello straniero nel centro per 20 giorni ma, su richiesta del questore, il pretore può prorogare questo termine fino a un massimo di altri 10 giorni, se è imminente l'esecuzione dell'espulsione o del respingimento. Contro i decreti di convalida e di proroga è ammesso il ricorso per Cassazione che però non sospende l'esecuzione della misura.
L'espulsione può avvenire anche prima della scadenza.
Nel centro si assicurano assistenza sanitaria, cure mediche, libertà di corrispondenza telefonica, postale e telegrafica con l'esterno, pieno rispetto della dignità personale. Per tutto il periodo della permanenza lo straniero non può allontanarsi dal centro se non per gravi motivi.

Espulsione al posto della detenzione

In alcuni casi, il giudice che pronuncia una sentenza di condanna per un reato non colposo nei confronti di uno straniero (o nel caso di patteggiamento), quando ritiene di doverlo condannare a non più di due anni di detenzione, può trasformare la pena in un provvedimento di espulsione per un periodo non inferiore a cinque anni.

Divieto di espulsione

Non può essere espulso o respinto lo straniero che rischia di essere vittima di persecuzioni o di essere rinviato verso uno Stato che non lo protegge da questo rischio.
Inoltre non è consentita l'espulsione:


Assenze temporanee dal territorio italiano

Il cittadino straniero in possesso di un permesso o una carta di soggiorno che esca dall'Italia ha diritto di rientrare senza nuovo visto di ingresso.
Il passaporto con la data e il luogo di uscita viene timbrato alla frontiera e deve essere mostrato al rientro insieme al permesso o alla carta di soggiorno.
Se il docimento di soggiorno è scaduto da non oltre 60 giorni o è stato smarrito o rubato, lo straniero deve chiedere il visto di reingresso alle autorità diplomatiche o consolari italiane del paese in cui si trova.


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