Come si entra nell'area Schengen

L'Italia aderisce agli accordi di Schengen, che puntano a realizzare uno spazio comune di libera circolazione tra i cittadini degli stati aderenti, cancellando le frontiere interne e rafforzando i controlli alle frontiere esterne. Gli accordi risalgono al 14 giugno 1985, e hanno effetti operativi per l'Italia dal 26 ottobre 1997. Fanno parte dell'area Schengen le nazioni indicate in blu nella cartina: tredici paesi membri dell'Unione Europea (Germania, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Spagna, Svezia e Finlandia) e due paesi non UE (Norvegia e Islanda), ma le adesioni sono ancora in corso.

Tutti questi paesi hanno creato un unico sistema di visti e ingressi, e gli stranieri che si presentano a una qualunque frontiera di un paese dell'area Schengen (via mare, via terra o via aerea) devono avere con sé:


Come si entra in Italia

Ogni anno, il Governo italiano fissa le quote massime di cittadini extracomunitari che possono entrare in Italia. Il tetto è stabilito in base ai seguenti criteri:


Il visto

I cittadini di paesi extraeuropei e gli apolidi devono presentare alla frontiera il passaporto e il visto. I peasi extraeuropei i cui cittadini hanno bisogno del visto per entrare in Italia sono individuati in apposite liste previste dagli accordi di Schengen.

I cittadini dell'Unione Europea possono entare in Italia senza bisogno di passaporto o di visto. E' esente dall'obbligo di visto anche lo straniero che, uscito dall'Italia, abbia oltre al passaporto:

Il visto non viene rilasciato agli stranieri:

Il visto può venire richiesto per i seguenti motivi:

Per ottenere il visto si deve presentare una richiesta al consolato o all'ambasciata italiana nel paese di residenza (l'elenco aggiornato è disponibile presso il sito del Ministero degli Affari Esteri). La domanda è composta di documenti di base uguali per tutti i tipi di visto e documenti specifici. I dati di base da indicare sono:

Entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, le autorità diplomatiche italiane rilasciano o rifiutano il visto.
Ottenuto il visto, il cittadino straniero può partire per l'Italia. Se il visto viene negato, l'autorità itlaian all'estero deve dare allo straniero una spiegazione scritta del rifiuto e tutti i chiarimenti su come è possibile fare ricorso contro questa decisione.

La frontiera

Alla frontiera italiana, lo starniero è soggetto ai controlli doganali, valutari e sanitari. Passati i controlli, le Autorità di frontiera timbrano il passaporto con la data e il luogo di transito. Entrato in Italia lo straniero ha 8 giorni lavorativi di tempo per richiedere il permesso di soggiorno: il docuemnto che legittima la permanenza in Italia.

La polizia di frontiera respinge gli stranieri che si presentano senza i requisiti richiesti per l'ingresso in Italia. Inoltre il questore decide il respingimento, con accompagnamento alla frontiera, nei confronti degli stranieri che:

Il mezzo di trasporto (aereo, pullman, treno o nave) che ha portato lo straniero alla frontiera senza i documenti necessari è obbligato a ricondurlo nello Stato di provenienza o in quello dove è stato rilasciato il biglietto di viaggio.
Solo in casi eccezionali, il visto può essere rilasciato dalle autorità di frontiera con una durata non superiore a 5 giorni in caso di transito e di 10 giorni in caso di soggiorno. In questo caso, insieme al visto di ingresso, le autorità di frontiera rilasciano allo straniero una comunicazione, scritta in una lingua a lui comprensibile, che illustra i diritti e i doveri dello straniero che entra in Italia.

Non possono essere respinti, anche se privi dei documenti e dei requisiti normalmente richiesti per l'ingresso in Italia, gli stranieri che:

Chiunque favorisca l'ingresso illegale di stranieri in Italia è punito con il carcere da 3 a 12 anni e una multa fino a 30 milioni di lire per ogni persona che ha fatto entrare clandestinamente.
Se questi ingressi sono inoltre destinati allo sfruttamento della prostituzione oppure coinvolgono minori da impiegare in attività illecite, la pena è fissata tra un minimo di 5 e una msssimo di 15 anni e una multa di 50 milioni di lire per ogni persona di cui si è favorito l'ingresso illegale.

In tutti questi casi:

Anche chi favorisce la permanenza in Italia di stranieri irregolari per trarne un ingiuso profitto è punito con la reclusione fino a 4 anni e con la multa fino a 30 milioni di lire.
Non costituisce, invece, reato fornire soccorso e assistenza umanitaria a stranieri in condizioni di bisogno anche se presenti illegalmente in Italia.


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